Agenzia Hawzah News – La storia del Venezuela, come quella di molti paesi del Sud globale, è segnata da un lungo cammino di lotte per la sovranità e l'indipendenza economica. In questo percorso, la figura di Salvador Allende, il primo presidente marxista democraticamente eletto in Cile, rappresenta un simbolo di speranza per milioni di persone che sognano un futuro diverso. Tuttavia, la sua vittoria fu seguita da un colpo di stato sanguinoso, orchestrato con l'appoggio degli Stati Uniti, che portò alla dittatura di Augusto Pinochet. Allende, simbolo di una nuova speranza socialista, venne abbattuto, e con lui anche la democrazia cilena.
Oggi, guardando al Venezuela, non possiamo ignorare le analogie con quella triste esperienza storica. Nicolás Maduro, purtroppo, ha visto il suo governo messo sotto attacco da molteplici fronti: dalle sanzioni economiche imposte dagli Stati Uniti, all’accerchiamento politico e diplomatico da parte di alleati occidentali. Ma proprio come Allende, Maduro ha cercato di difendere l'indipendenza del suo paese, rimanendo saldo nelle sue convinzioni socialiste, pur tra mille difficoltà interne ed esterne.
Eppure, c’è un rischio che aleggia sul futuro del Venezuela: l'emergere di un "Pinochet" venezuelano. Le crisi interne, le difficoltà economiche e le crescenti pressioni esterne potrebbero portare a un punto di rottura in cui la stabilità politica del paese venga sacrificata in nome della "sicurezza" e della "restaurazione dell'ordine". Già oggi, si sentono eco di voci autoritarie che predicano la necessità di una soluzione militare per “ripristinare la democrazia”. In un paese dove le disuguaglianze sociali e politiche sono ormai un dato di fatto, un colpo di stato o una transizione autoritaria non sono affatto fuori discussione.
Il parallelo con Pinochet non è solo un monito storico, ma una riflessione sul fatto che la democrazia, quando minata da fattori interni ed esterni, può essere facilmente spazzata via. La lezione della dittatura cilena e della sua tragica transizione dovrebbe servire come un monito per tutti i popoli che lottano per la giustizia sociale e l’indipendenza. Allende, come Maduro, ha cercato di costruire una strada alternativa, ma la storia ci insegna che quando gli interessi imperialisti vengono minacciati, l'alternativa spesso non è la diplomazia, ma la violenza e l'uso della forza per mantenere lo status quo.
Da Allende a Maduro: la lotta per la sovranità e la giustizia sociale è sempre stata ostacolata da forze esterne e interne pronte a tradire i sogni popolari in nome di interessi geopolitici. È fondamentale che il popolo venezuelano e tutti coloro che credono nella democrazia difendano la propria indipendenza, senza farsi intrappolare nelle sabbie mobili di un autoritarismo che rischia di soffocare le libertà conquistate a fatica.
Mostafa Milani Amin

Your Comment