Agenzia Hawzah News – Nel giorno del 4 Shaʿban, che segna il benedetto genetliaco del nobile Abu al-Faḍl al-Abbas (pace su di lui), la tradizione imamica ci consegna una valutazione di straordinaria forza spirituale. In una narrazione riportata nel Bihar al-Anwar (vol. 22, p. 274), l’Imam Zayn al-Abidin, pace su di lui, delinea con parole essenziali ma densissime la posizione di Abbas ibn Ali presso Dio:
أنَّ لِلعَبّاسِ عِندَاللّه ِمَنزِلَةٌ یَغبِطُهُ بِها جَمیعُ الشُّهداءِ یَومَ القیامَةِ
«In verità, Abbas ha presso Dio una posizione tale che, nel Giorno della Resurrezione, tutti i martiri la ammireranno»
Questa affermazione colpisce per la sua portata: l’ammirazione evocata non rinvia a mancanza o rivalità, ma a un riconoscimento escatologico della grandezza spirituale. I martiri, coloro che hanno offerto la vita per la causa di Dio, riconosceranno in Abbas una posizione che oltrepassa persino il valore del loro sacrificio. Ciò mostra che la sua eccellenza non si esaurisce nell’atto del combattimento o nel dono supremo di sé, ma risiede nella qualità singolare della sua testimonianza.
La “posizione presso Dio” (manzilat-un ʿinda-Llāh) non designa un rango formale, bensì una prossimità spirituale fondata su una fedeltà assoluta. Abbas è il paradigma del servitore che non agisce per sé, ma si annulla nella missione dell’Imam del suo tempo. La sua grandezza nasce dal non essersi mai posto come fine, ma come mezzo puro al servizio della verità incarnata dall’Imam Husayn (pace su di lui). È questa radicale purezza dell’intenzione che eleva la sua testimonianza a un livello senza paragoni.
Nel contesto di Karbala, Abbas non incarna soltanto il coraggio, ma una coscienza vigile della lealtà: egli vede, comprende e sceglie in piena consapevolezza. Il suo sacrificio non è impulsivo né cieco, ma l’esito di una conoscenza compiuta del significato dell’Imamato e della responsabilità che ne deriva. Proprio per questo, la sua posizione nel Giorno della Resurrezione diviene oggetto di ammirazione universale.
Celebrare il 4 Shaʿban significa dunque meditare su una forma altissima di santità: quella di chi rinuncia a ogni protagonismo per custodire la verità affidata all’Imam. Abbas insegna che la vera grandezza non consiste nell’essere al centro, ma nel restare fedelmente nel posto che Dio assegna, senza esitazioni né riserve. Il suo genetliaco non è soltanto memoria devozionale, ma un richiamo esigente a una fedeltà integra, lucida e irrevocabile.
Mostafa Milani Amin

Your Comment