Wednesday 7 January 2026 - 16:25
I seminari non permetteranno al nemico di infiltrarsi nelle file unite della nazione

In un comunicato, i seminari iraniani dichiarano che, schierati al fianco del grande popolo dell’Iran e con piena vigilanza, sorvegliano attentamente le nuove sedizioni e le guerre ibride del nemico, opponendosi con forza a ogni tentativo di infiltrazione nelle file compatte della nazione.

Agenzia Hawzah News – In occasione del quarantottesimo anniversario della sanguinosa insurrezione del giorno divino del 19 Dey di Qom, il Centro di Direzione dei Seminari ha diffuso un comunicato ufficiale, di cui presentiamo di seguito il testo integrale.

Col nome di Dio, il Benevolo, il Misericordioso

...وَذَكِّرْهُمْ بِأَيَّامِ اللَّهِ ۚ إِنَّ فِي ذَٰلِكَ لَآيَاتٍ لِكُلِّ صَبَّارٍ شَكُورٍ

«…e ricorda loro i giorni di Dio”. In ciò vi sono di certo dei segni per ogni pazientissimo gratissimo» (Corano, sura Ibrāhīm, 5)

Il 19 Dey non è soltanto una data sul calendario, ma l’esplosione della luce e l’eruzione dell’ardore di un popolo che, nel periodo più oscuro della tirannia Pahlavi, si fece scudo con il proprio petto contro i proiettili affinché rimanesse intatto l’inviolabile dominio dell’autorità religiosa sciita e della signoria divina. L’insurrezione del 19 Dey 1356 [9 gennaio 1978] costituì una svolta nella storia contemporanea e l’inizio di un movimento che pose fine a 2.500 anni di monarchia oppressiva.

In quel giorno decisivo, quando le penne asservite al crudele regime Pahlavi, su ordine diretto dello scià traditore, osarono oltraggiare l’inviolabile dignità dell’Imam Khomeini (possa la sua anima essere santificata), la popolazione credente e rivoluzionaria di Qom, guidata dall’avanguardia dei religiosi vigili, insorse. Al grido di Allahu Akbar [sacro slogan islamico strumentalizzato dalla propaganda occidentale] mostrò al mondo l’indissolubile legame tra la nazione e l’autorità religiosa, dimostrando che la fede del popolo costituisce una barriera impenetrabile contro ogni aggressione culturale e politica.

Oggi, mentre commemoriamo il quarantottesimo anniversario di quella epopea, le fiamme di quella consapevolezza divampano a Gaza, in Libano e in ogni angolo della geografia del Fronte della Resistenza.

Il sangue dei martiri del 19 Dey, che allora fece vacillare le fragili basi del Palazzo di Niavaran [residenza reale dei Pahlavi, simbolo del regime oppressivo], oggi scuote le vacue basi del sionismo internazionale e dell’egemonia occidentale in declino.

Il Centro di Direzione dei Seminari, nel rendere omaggio alla memoria dei valorosi martiri dell’insurrezione del 19 Dey e dei martiri della via dell’onore e della dignità, dichiara che i seminari, schierati al fianco del grande popolo dell’Iran e con piena vigilanza, sorveglieranno attentamente le nuove sedizioni e le guerre ibride del nemico, opponendosi con fermezza a qualsiasi tentativo di infiltrazione nelle file compatte della nazione.

I figli del Seminario rinnovano ancora una volta il loro patto con il legittimo luogotenente dell’Imam del Tempo (che Iddio ne affretti la manifestazione), l’Ayatollah al-Uzma Imam Khamenei (che Iddio lo protegga), e dichiarano di rimanere saldi, fino all’ultima goccia di sangue, sul cammino dell’elevazione della Parola di Dio e della realizzazione della civiltà islamica.

Centro di Direzione dei Seminari

A cura di Mostafa Milani Amin

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