Agenzia Hawzah News – In un messaggio indirizzato alla Conferenza nazionale sui “Rischi ambientali e la sicurezza nazionale della Repubblica islamica dell’Iran”, l’Ayatollah Hossein Noori Hamedani ha ribadito che la tutela dell’ambiente non rappresenta soltanto un’esigenza etica o una priorità amministrativa, ma un obbligo religioso vincolante, fondato sui principi del Corano e della tradizione islamica.
L’alto religioso ha ricordato che Dio Onnipotente ha predisposto per l’essere umano un ambiente di vita puro e sano, indispensabile al suo percorso di crescita materiale e spirituale, di perfezione e di felicità. L’ambiente naturale e umano, ha sottolineato, è stato affidato all’umanità come deposito sacro, e tutte le risorse necessarie alla vita sono state concesse come segni della grazia divina.
La protezione, la rigenerazione e il miglioramento dell’ambiente costituiscono pertanto manifestazioni concrete di gratitudine verso le benedizioni divine e di fedeltà alla responsabilità affidata all’uomo. Si tratta di un dovere religioso inderogabile e di una responsabilità condivisa che coinvolge l’intera società umana.
A sostegno di tale principio, l’Ayatollah ha richiamato un celebre insegnamento dell’Imam Ali ibn Abi Talib (pace su di lui), nel quale si afferma che l’essere umano è responsabile non solo nei confronti dei servi di Dio, ma anche della terra e degli esseri viventi che la abitano.
Nel suo messaggio, la tutela ambientale viene delineata come un impegno complessivo che include la preservazione, il risanamento e la gestione sostenibile di mari, laghi, fiumi, bacini idrici, dighe, zone umide, falde acquifere sotterranee, foreste, suolo, pascoli, aria e biodiversità, nonché la salvaguardia delle risorse genetiche. Essa richiede inoltre l’adozione di limitazioni giuridiche rigorose allo sfruttamento delle risorse, commisurate alla loro capacità di carico e di rigenerazione, fondate su criteri scientifici e indicatori di sostenibilità, all’interno di un sistema di governance integrata, efficiente e responsabile.
L’Ayatollah Noori Hamedani ha poi ammonito che la distruzione intenzionale dell’ambiente pubblico equivale alla violazione dei diritti altrui, al danno arrecato alla collettività, al tradimento di un bene comune e all’ingratitudine verso le benedizioni divine, configurandosi come atto religiosamente illecito (haram). In taluni casi – in particolare nelle forme di inquinamento che causano malattie o mettono in pericolo la vita umana – essa comporta anche una diretta responsabilità giuridico-religiosa.
L’attenzione del Sacro Corano, degli Hadith e della giurisprudenza degli Ahl al-Bayt (pace su di loro) alla tutela dell’ambiente e ai gravi rischi per la sicurezza derivanti dalla sua devastazione, ha osservato, è del tutto evidente. Ne sono chiari esempi il divieto coranico di corrompere la terra dopo che è stata resa integra, la condanna del degrado dei mari e delle terre causato dall’agire umano, la prassi del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui e sulla sua Famiglia), che proibiva il taglio degli alberi persino in tempo di guerra, e le raccomandazioni dell’Imam Ali sul rispetto dei diritti degli animali e delle risorse naturali.
Nel messaggio viene inoltre richiamata la cornice costituzionale della Repubblica islamica dell’Iran in materia di tutela ambientale e sicurezza nazionale, insieme all’avvertimento sui gravi rischi derivanti dalla sua trascuratezza, quali l’inquinamento atmosferico, la subsidenza del suolo e la distruzione delle foreste. In tale prospettiva, viene sottolineato il ruolo cruciale degli organismi popolari, delle realtà civiche e della partecipazione pubblica nei processi di protezione e rigenerazione ambientale.
In conclusione, l’Ayatollah Noori Hamedani ha espresso il proprio apprezzamento agli organizzatori della conferenza, augurando ai partecipanti pieno successo nel conseguimento degli obiettivi scientifici, culturali e sociali dell’iniziativa.
A cura di Mostafa Milani Amin

Your Comment