Friday 30 January 2026 - 08:42
La tutela dell’ambiente è un dovere sacro nell’Islam

L’Islam attribuisce un valore centrale alla protezione dell’ambiente, considerato un bene divino affidato all’umanità in custodia. La sua distruzione deliberata costituisce una grave violazione dei diritti umani ed è espressamente proibita dalla legge islamica.

Agenzia Hawzah News – In un messaggio indirizzato alla Conferenza nazionale sui “Rischi ambientali e la sicurezza nazionale della Repubblica islamica dell’Iran”, l’Ayatollah Hossein Noori Hamedani ha ribadito che la tutela dell’ambiente non rappresenta soltanto un’esigenza etica o una priorità amministrativa, ma un obbligo religioso vincolante, fondato sui principi del Corano e della tradizione islamica.

L’alto religioso ha ricordato che Dio Onnipotente ha predisposto per l’essere umano un ambiente di vita puro e sano, indispensabile al suo percorso di crescita materiale e spirituale, di perfezione e di felicità. L’ambiente naturale e umano, ha sottolineato, è stato affidato all’umanità come deposito sacro, e tutte le risorse necessarie alla vita sono state concesse come segni della grazia divina.

La protezione, la rigenerazione e il miglioramento dell’ambiente costituiscono pertanto manifestazioni concrete di gratitudine verso le benedizioni divine e di fedeltà alla responsabilità affidata all’uomo. Si tratta di un dovere religioso inderogabile e di una responsabilità condivisa che coinvolge l’intera società umana.

A sostegno di tale principio, l’Ayatollah ha richiamato un celebre insegnamento dell’Imam Ali ibn Abi Talib (pace su di lui), nel quale si afferma che l’essere umano è responsabile non solo nei confronti dei servi di Dio, ma anche della terra e degli esseri viventi che la abitano.

Nel suo messaggio, la tutela ambientale viene delineata come un impegno complessivo che include la preservazione, il risanamento e la gestione sostenibile di mari, laghi, fiumi, bacini idrici, dighe, zone umide, falde acquifere sotterranee, foreste, suolo, pascoli, aria e biodiversità, nonché la salvaguardia delle risorse genetiche. Essa richiede inoltre l’adozione di limitazioni giuridiche rigorose allo sfruttamento delle risorse, commisurate alla loro capacità di carico e di rigenerazione, fondate su criteri scientifici e indicatori di sostenibilità, all’interno di un sistema di governance integrata, efficiente e responsabile.

L’Ayatollah Noori Hamedani ha poi ammonito che la distruzione intenzionale dell’ambiente pubblico equivale alla violazione dei diritti altrui, al danno arrecato alla collettività, al tradimento di un bene comune e all’ingratitudine verso le benedizioni divine, configurandosi come atto religiosamente illecito (haram). In taluni casi – in particolare nelle forme di inquinamento che causano malattie o mettono in pericolo la vita umana – essa comporta anche una diretta responsabilità giuridico-religiosa.

L’attenzione del Sacro Corano, degli Hadith e della giurisprudenza degli Ahl al-Bayt (pace su di loro) alla tutela dell’ambiente e ai gravi rischi per la sicurezza derivanti dalla sua devastazione, ha osservato, è del tutto evidente. Ne sono chiari esempi il divieto coranico di corrompere la terra dopo che è stata resa integra, la condanna del degrado dei mari e delle terre causato dall’agire umano, la prassi del Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui e sulla sua Famiglia), che proibiva il taglio degli alberi persino in tempo di guerra, e le raccomandazioni dell’Imam Ali sul rispetto dei diritti degli animali e delle risorse naturali.

Nel messaggio viene inoltre richiamata la cornice costituzionale della Repubblica islamica dell’Iran in materia di tutela ambientale e sicurezza nazionale, insieme all’avvertimento sui gravi rischi derivanti dalla sua trascuratezza, quali l’inquinamento atmosferico, la subsidenza del suolo e la distruzione delle foreste. In tale prospettiva, viene sottolineato il ruolo cruciale degli organismi popolari, delle realtà civiche e della partecipazione pubblica nei processi di protezione e rigenerazione ambientale.

In conclusione, l’Ayatollah Noori Hamedani ha espresso il proprio apprezzamento agli organizzatori della conferenza, augurando ai partecipanti pieno successo nel conseguimento degli obiettivi scientifici, culturali e sociali dell’iniziativa.

A cura di Mostafa Milani Amin

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