Agenzia Hawzah News – L’Ayatollah Alireza Arafi, nell’incontro svoltosi oggi a Qom con il sindaco di Teheran, Alireza Zakani, ha delineato una visione strategica per il futuro della capitale, ribadendo la necessità di elaborare una «macro-teoria della città islamica e rivoluzionaria all’altezza della Repubblica Islamica». Nel corso del colloquio, dedicato alla governance urbana e alle prospettive di sviluppo culturale e infrastrutturale, ha definito Teheran la vetrina dell’Iran e il simbolo stesso dello Stato. La capitale – ha affermato – non è soltanto una metropoli, ma un modello chiamato a orientare l’intero Paese e a proporsi come punto di riferimento nel contesto regionale e internazionale.
Ricevendo il sindaco Zakani e una delegazione di dirigenti municipali a Qom, Arafi ha sottolineato la complessità della gestione di una metropoli come Teheran, chiamata a confrontarsi quotidianamente con questioni sociali, culturali, economiche e infrastrutturali di vasta portata. Governare una realtà così articolata – ha osservato – richiede una guida lungimirante, rivoluzionaria e animata da autentico spirito di servizio, capace di coniugare efficienza operativa e visione strategica.
Arafi ha inoltre affermato che, nonostante i vincoli finanziari, le complessità amministrative e le condizioni generali del Paese, l’amministrazione del Comune di Teheran ha conseguito risultati significativi in diversi ambiti, in particolare nella gestione delle crisi recenti, dimostrando come una direzione competente e determinata possa trasformare le difficoltà in opportunità di rafforzamento e sviluppo.
Tra i compiti prioritari dei responsabili pubblici, l’Ayatollah Arafi ha indicato la «generazione di speranza», definendola una responsabilità strategica della governance: la presenza di difficoltà e criticità non deve tradursi in sfiducia o rassegnazione, ma richiede una lettura lucida della realtà accompagnata da una visione chiara e prospettica del futuro. I dirigenti – ha sottolineato – sono chiamati a rafforzare la fiducia collettiva attraverso trasparenza, capacità di spiegazione e orientamento progettuale.
In questo quadro, ha espresso apprezzamento per gli interventi del Comune di Teheran a sostegno dei cittadini colpiti da situazioni emergenziali, per il potenziamento del trasporto pubblico – in particolare l’estensione e l’ammodernamento della metropolitana – per l’ampliamento degli spazi verdi e per la realizzazione di opere infrastrutturali destinate a incidere in modo strutturale sulla qualità della vita urbana.
Arafi ha inoltre rimarcato la centralità delle politiche culturali e sociali, delle celebrazioni religiose e dei programmi rivolti alle nuove generazioni, considerandoli strumenti fondamentali per consolidare il capitale sociale, rafforzare il senso di appartenenza e promuovere una coesione urbana fondata su valori condivisi.
Il nucleo del suo intervento è stato l’invito a sistematizzare l’esperienza maturata nella gestione della capitale in una teoria organica, coerente e scientificamente fondata, capace di dare forma concettuale a quanto realizzato sul piano operativo. Secondo Arafi, manca ancora un quadro strutturato della «città islamica e rivoluzionaria» che integri in modo armonico benessere materiale, giustizia sociale, spiritualità vissuta, etica pubblica e partecipazione attiva dei cittadini. Una tale elaborazione – ha sottolineato – non può restare sul piano ideale, ma deve scaturire dall’analisi delle esperienze concrete e tradursi in un modello teorico solido, sistematico e argomentato, frutto della collaborazione tra seminari religiosi, università e centri di ricerca, così da poter essere proposto come riferimento culturale e amministrativo anche oltre i confini nazionali.
Tra gli elementi fondanti di questa visione, l’Ayatollah Arafi ha richiamato la necessità di garantire infrastrutture sostenibili e servizi efficienti capaci di assicurare benessere e qualità della vita, ponendo la giustizia al centro delle politiche urbane affinché i cittadini ne percepiscano concretamente gli effetti nella quotidianità. Ha inoltre indicato come imprescindibili una presenza viva e non marginale della spiritualità nella vita sociale e amministrativa, una solida etica pubblica nelle relazioni tra istituzioni e cittadini e una partecipazione attiva e responsabile della popolazione alla gestione della città. Particolare rilievo è stato attribuito alla valorizzazione di un’architettura e di un’urbanistica islamico-iraniane coerenti con l’identità culturale del Paese, settore nel quale – ha osservato – permangono lacune sul piano teorico e normativo che richiedono un approfondimento sistematico. Richiamando infine l’esperienza di governo dell’Imam Ali, pace su di lui, Arafi ha ricordato che anche in contesti segnati da difficoltà e conflitti è possibile realizzare una società fondata su giustizia, equilibrio e dinamismo sociale.
L’Ayatollah Alireza Arafi ha quindi posto l’accento sulla formazione delle nuove generazioni, definendola una priorità strategica in un contesto segnato dalla competizione culturale e dalla molteplicità delle narrazioni contemporanee. I giovani – ha affermato – devono conoscere in modo rigoroso la storia contemporanea dell’Iran, il percorso e i risultati della Rivoluzione Islamica e l’identità storica e culturale di Teheran, così da sviluppare consapevolezza critica, senso di appartenenza e fiducia nelle proprie radici. In tale prospettiva, la moschea è stata indicata come perno dell’attivazione sociale e culturale dei quartieri, luogo di aggregazione, educazione e partecipazione capace di rafforzare il tessuto comunitario e di accompagnare la crescita delle nuove generazioni.
Il sindaco Zakani, dal canto suo, ha illustrato l’impostazione strategica dell’attuale amministrazione, fondata su una trasformazione congiunta “materiale e culturale”, nella quale lo sviluppo infrastrutturale procede parallelamente al rafforzamento dell’identità e del tessuto sociale. Accanto ai grandi progetti urbani, il Comune di Teheran ha promosso iniziative educative e culturali, tra cui il piano «Arman», concepito per creare una rete strutturata tra famiglia, moschea e scuola nell’accompagnamento formativo degli adolescenti, con il coinvolgimento di migliaia di educatori. Ha inoltre richiamato il progetto «Goharshad», volto a promuovere in modo attivo e propositivo i valori del pudore e dell’hijab nel contesto urbano. L’obiettivo dichiarato è consolidare un modello di città capace di integrare sviluppo infrastrutturale, identità culturale e partecipazione sociale in una visione coerente e di lungo periodo.
A cura di Mostafa Milani Amin

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