Agenzia Hawzah News – In una tradizione riportata nel libro al-Uṣūl min al-Kāfī (vol. 4, p. 417), leggiamo che l’Imam Sadiq (pace su di lui) disse:
ثَلاَثَةٌ يَشْكُونَ إِلَى اَللَّهِ عَزَّ وَ جَلَّ مَسْجِدٌ خَرَابٌ لاَ يُصَلِّي فِيهِ أَهْلُهُ وَ عَالِمٌ بَيْنَ جُهَّالٍ وَ مُصْحَفٌ مُعَلَّقٌ قَدْ وَقَعَ عَلَيْهِ غُبَارٌ لاَ يُقْرَأُ فِيهِ
«Tre cose si lamentano presso Allah, Glorioso e Maestoso: una moschea in rovina in cui la sua gente non compie la preghiera; un sapiente tra ignoranti; e un Corano appeso sul quale si è posata la polvere, che non viene recitato»
L’hadith evidenzia la responsabilità dei credenti nei confronti delle moschee, dei sapienti e del Sacro Corano. Trascurare la preghiera in moschea, non valorizzare la presenza di un sapiente o lasciare il Corano inutilizzato significa privarsi di fonti essenziali di guida e di luce spirituale.
A cura di Mostafa Milani Amin

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