Agenzia Hawzah News – Il Centro di Direzione dei Seminari iraniani ha diffuso un comunicato ufficiale nel quale, richiamando l’eredità spirituale e strategica del tenente generale martire Qasem Soleimani, si afferma che il suo insegnamento centrale, rivolto a seminaristi, universitari e all’intera società, consisteva nella tutela della Velayat-e Faqih (Autorità del Faqih), poiché aveva compreso con saggezza che la sopravvivenza dell’Iran islamico e la dignità dei musulmani dipendono dall’obbedienza totale al Vali-e Faqih.
Presentiamo di seguito il testo del comunicato della Direzione dei Seminari in occasione dell’anniversario del martirio del tenente generale martire Qasem Soleimani.
Col nome di Dio, il Benevolo, il Misericordioso
مِنَ الْمُؤْمِنِينَ رِجَالٌ صَدَقُوا مَا عَاهَدُوا اللَّهَ عَلَيْهِ فَمِنْهُمْ مَنْ قَضَىٰ نَحْبَهُ وَمِنْهُمْ مَنْ يَنْتَظِرُ وَمَا بَدَّلُوا تَبْدِيلًا
«Fra i credenti ci sono Uomini che sono stati fedeli al patto che hanno stretto con Dio, e alcuni di loro hanno adempiuto il loro voto [col martirio sul sentiero di Dio], e alcuni di loro attendono [il martirio], e [a differenza dei Munāfiqūn, essi] non hanno assolutamente cambiato [nulla di questo patto]»
Il 13 di Dey (3 gennaio), anniversario dell’ascesa celeste del soldato della Wilaya (Autorità Divina) e dell’Ummah islamica, il tenente generale Hajj Qasem Soleimani, è la Giornata mondiale della Resistenza e richiama la manifestazione dello zelo di Ali e della dignità islamica di fronte alla tirannia globale. Il martire Soleimani non fu soltanto un comandante militare di straordinaria abilità, ma una «scuola» viva e dinamica, che ha trasmesso a tutti i ricercatori della verità nel mondo i valori della libertà, della spiritualità e della sincerità.
La Direzione dei Seminari, nel rendere omaggio all’eminente figura del martire Hajj Qasem Soleimani e del suo fedele compagno, il martire Abu Mahdi al-Muhandis, in occasione dell’anniversario del loro martirio e di quello dei loro valorosi compagni, sottolinea i seguenti punti.
1. Modello di riferimento della civiltà islamica
Hajj Qasem Soleimani, combinando “fede profonda”, “lungimiranza militare” ed “etica irfanica”, incarnò un esempio concreto dell’uomo formato nella scuola dei due Imam della Rivoluzione. Dimostrò che esiste un legame indissolubile tra il campo dell’azione e l’intimità dell’adorazione.
2. Diplomazia della Resistenza e unità dell’Ummah
Grazie alla profonda conoscenza della geografia del mondo islamico, riuscì a consolidare un fronte unitario della Resistenza dal Mar Mediterraneo al Mare di Oman e, sconfiggendo la piaga dell’ISIS, contribuì a ristabilire la sicurezza non solo nella regione ma per l’intera umanità.
3. Fedeltà alla Velayat-e Faqih
Il più grande consiglio del tenente generale Soleimani a seminaristi, universitari e a tutto il popolo iraniano fu la tutela della Velayat-e Faqih. Egli comprese saggiamente che la sopravvivenza dell’Iran islamico e la dignità dei musulmani dipendono dall’obbedienza totale al Vali-e Faqih del nostro tempo.
4. Continuità del cammino della “dura vendetta”
Pur essendo stato il suo martirio un dolore lacerante, il sangue puro di Soleimani ha infuso nuova linfa nella Resistenza, rafforzandone determinazione e perseveranza.
La Direzione dei Seminari dichiara che la vera vendetta consiste nella cacciata definitiva degli Stati Uniti dalla regione e nella liberazione di al-Quds al-Sharif (Gerusalemme), evento che, per grazia divina, si realizzerà presto.
Oggi i seminari religiosi hanno il dovere di presentare la Scuola di Soleimani come un modello operativo nei settori educativo, politico e sociale, e di trasmettere alle nuove generazioni gli ideali di questo caro martire.
Centro di Direzione dei Seminari
13/10/1404 (03/01/2026)
A cura di Mostafa Milani Amin

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