Agenzia Hawzah News – L’Hojjatoleslam Abdolhossein Khosropanah, segretario del Consiglio Supremo della Rivoluzione Culturale, ha affermato che la governance coranica non può realizzarsi affidandosi a intelligenze artificiali importate o ritenute neutrali. L’intelligenza artificiale, ha spiegato, non è uno strumento di semplice scoperta, ma un prodotto tecnologico orientato dalle intenzioni dei suoi sviluppatori. Per questo, è necessario sviluppare algoritmi locali e promuovere una governance consapevole articolata su tre livelli fondamentali: dati, software e hardware.
Durante il primo incontro della serie «Intelligenza artificiale e studi coranici digitali», organizzato dal Centro Noor (Computer Research Center of Islamic Sciences, con sede principale a Qom) nell’ambito della 33ª Fiera Internazionale del Corano presso il Mosalla-ye Emam Khomeini di Teheran (grande complesso per la preghiera e le principali manifestazioni religiose e culturali), Khosropanah ha ripercorso l’evoluzione degli strumenti di ricerca nelle scienze islamiche. Ha sottolineato che la digitalizzazione ha già reso possibili analisi che un tempo richiedevano mesi di lavoro, evidenziando tuttavia come il passaggio all’era dell’intelligenza artificiale richieda un approccio attivo e critico: un affidamento passivo a piattaforme e chatbot esistenti rischia non solo di risultare inefficace, ma anche di esporre il Paese a vulnerabilità strategiche.
La natura dell’IA: creazione intenzionale e non neutrale
Secondo l’Hojjatoleslam Abdolhossein Khosropanah, l’intelligenza artificiale non è un semplice strumento neutrale di scoperta, ma una costruzione tecnologica plasmata da scelte umane. Algoritmi, dati e criteri operativi riflettono inevitabilmente finalità e impostazioni dei loro sviluppatori, influenzando contenuti generati e limiti delle risposte.
L’esperienza mostra, ad esempio, che interrogando alcuni modelli su figure come il martire Soleimani o su questioni politiche sensibili, le risposte possono risultare assenti, parziali o orientate. Ne deriva che l’IA non è una scoperta neutrale, ma un prodotto tecnologico intenzionale, fondato su presupposti epistemologici e valoriali incorporati nella sua progettazione.
Governance coranica e complessità sociale
La governance, ha osservato Khosropanah, è un processo complesso che comprende definizione delle politiche, monitoraggio, valutazione e decisioni operative. Le sfide sociali contemporanee non sono più unidimensionali: intrecciano fattori culturali, economici, politici e sanitari e non possono essere affrontate con approcci monocentrici o soluzioni superficiali. Di fronte a fenomeni complessi e a forme di “guerra ibrida”, la società necessita di una governance coranica integrale, capace di offrire strumenti adeguati e risposte strategiche.
Estrarre modelli decisionali direttamente dai testi religiosi è difficile con strumenti tradizionali o con la sola intelligenza umana. In questo contesto entra in gioco l’intelligenza artificiale, ma non qualsiasi IA: è necessaria un’IA sviluppata internamente, con algoritmi progettati per rispondere alle specifiche esigenze della governance coranica.
Tre livelli essenziali per l’intelligenza decisionale
Khosropanah ha individuato tre livelli fondamentali per realizzare un’intelligenza artificiale coranica e affidabile.
- Governance dei dati
Ampliare il dominio dei dati attraverso approcci interpretativi approfonditi — tra cui tafsir razionale, narrativo, tematico e sul campo — e mediante metodi deduttivi come quello del Martire Sadr, così da porre nuove domande al Corano e trarne implicazioni operative. - Governance di algoritmi e software
Sviluppare algoritmi e software open-source coerenti con i principi conoscitivi e i valori dell’Islam, affinché l’IA rifletta le finalità etiche e spirituali della governance coranica. - Governance dell’hardware
Garantire la sicurezza di chip e componenti microelettronici, prevenendo manipolazioni o vulnerabilità. Componenti compromessi possono infatti trasformarsi in strumenti di sabotaggio, generando errori decisionali e possibili crisi sistemiche.
Conclusione
L’obiettivo finale, ha sottolineato Khosropanah, è sviluppare un’intelligenza artificiale radicata nella sapienza teorica e pratica del Corano, capace di sostenere la gestione complessa della società contemporanea con soluzioni efficaci e risanatrici. Ciò richiede un’IA locale, progettata e guidata secondo principi epistemologici e valoriali coerenti, in grado di affrontare le nuove sfide sociali senza dipendenze tecnologiche né semplificazioni riduttive, riducendo al contempo i rischi strategici legati all’uso di piattaforme esterne.
A cura di Mostafa Milani Amin

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